(Il Primo) Bastardi Senza Gloria

Ernesto Galli | Ottobre, 2009 | them


Che i film di Quentin Tarantino contengano un gran numero di citazioni cinematografiche è cosa nota. Inglourious Basterds, a sentire il regista, doveva essere addirittura un remake. Per chi non lo sapesse, esisteva infatti già una pellicola del 1978 intitolata The Inglorious Bastards. Il film, diretto da Enzo Castellari e girato interamente a Cinecittà, si svolge in Francia durante la seconda guerra mondiale, proprio come il film di Tarantino. Cinque soldati americani destinati ad affrontare la corte marziale fuggono durante un bombardamento nazista, e si trovano ad affrontare i tedeschi da un lato, e i propri ex-commilitoni dall’altra. Una specie di A-Team insomma, composto da il capo, il bello, il grosso, il simpatico e il fifone. La pellicola, uscita in Italia con il titolo Quel Maledetto Treno Blindato, si colloca, a quanto pare, nel filone “macaroni combat” (ma non è che esiste anche il “lasagna horror” o il “mozzarella fantasy”, vero?) L’attenzione del giovane Tarantino viene catturata dalla recensione che Variety fa del film, il quale però non viene proiettato in alcun cinema di Los Angeles.  A Quentin non rimane quindi che aspettare che venga passato in televisione. Finalmente The Inglorious Bastards viene acquistato da un’emittente televisiva e Tarantino può appurare che la sua attesa non è stata vana: la storia, il cast, lo humor e la tecnica con cui è stata girata ogni scena sono di suo estremo gradimento. Il fatto che poi il film sia sconosciuto a gran parte del pubblico lo eleva a vero e proprio cult. A Tarantino piace il fatto che ogni volta che parla del film a qualcuno, poi ha l’occasione di mostrarglielo, perchè, a parte i suoi amici più stretti, sono in pochi ad averlo visto.  Quentin possiede non solo la videocassetta originale, ma anche la versione realizzata durante la cosiddetta blaxploitation, in cui le scene sono tagliate in modo da far figurare Fred Williamson, unico attore di colore tra i protagonisti, come leader del gruppo, e che viene distribuita con il titolo G.I. Bro.

Il regista californiano racconta inoltre di essere molto legato al titolo del film, tanto da aver per anni usato l’espressione “inglorious bastards” per descrivere qualsiasi gruppo di personaggi cinematografici alle prese con missioni più grandi di loro, e di sentirsi quasi come se avesse svelato un prorio segreto ora che tutti conoscono il titolo del suo ultimo film.
Come già accennato in precedenza, Inglourious Basterds di Tarantino nasce come remake del film di Castellari, ma, stesura dopo stesura, la sceneggiatura prende tutta un’altra strada. Le storie risultano quindi diverse, anche se alcune somiglianze tra le due pellicole sono comunque rintracciabili (l’ambientazione, la missione suicida, e, naturalmente, i bastardi senza gloria).
In un’edizione dvd del  film del ’78 è possibile rintracciare una conversazione tra i due registi, che appaiono felici come bambini: Castellari vive una nuova e inaspettata notorietà e dice di considerare Tarantino “a genius”, il quale, invece, vede realizzarsi un sogno di gioventù e si rivolge al regista italiano chiamandolo “maestro”.
A chi si è chiesto cosa passasse per la mente a Tarantino mentre scriveva e girava il suo ultimo film, Quel Maledetto Treno Blindato o Inglorious Bastards può sicuramente fornire più di una risposta.

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