Consigli di lettura (e ascolto) di novembre!
Pablito El Drito | Novembre, 2025 | them
Matteo Speroni, Il grande buio, Milieu
Un black out colpisce e oscura il mondo intero. La catastrofe energetica isola ancora di più le aree periferiche, dove vivono i poveri, chi ha un lavoro informale, gli artisti, gli illegali, i “matti”. I reietti della metropoli insomma. La bella penna di Matteo Speroni ci porta in uno di questi luoghi marginali, nel casone, un complesso popolare di ringhiera affacciato su due cortili all’esterno della grande metropoli, dove vivono una sessantina di persone espulse dalle luci della città troppo cara per loro e che ora si trovano al buio. L’umanità variegata del casone al momento del blackout è abbandonata a se stessa, in preda a ansie e psicosi. In più è sottoposta a un coprifuoco dalle autorità per il pericolo di saccheggi e sommosse che l’oscurità scatena dove la povertà morde. Dimenticavo, c’è anche un omicidio, e una conseguente indagine, per quanto anomala e non svolta da un’autorità in divisa. Voyeurismo hitchcockiano, una solida costruzione narrativa alla Simenon e una cinquantina di personaggi intrisi di fanta/realismo, l’ultimo libro di Matteo Speroni ci racconta – come un brano trap – la perif. I suoi odori e sapori, i suoi odi e amori, la morte e le speranze, la luce che spunta dal buio come il fiore che sboccia dal cemento. Avvincente e romantico.
Ivan Carozzi, Cronache dall’Italia nascosta, Blackie edizioni
Aneddoti, leggende, storie, storielle, storiacce su luoghi dimenticati, fuori dalle rotte del turismo di massa che intasano instagram. Cronache dall’Italia nascosta è una specie di grand tour alternativo messo insieme da Ivan Carozzi, battendo strade e stradine diverse da quelle percorse in precedenza da prestigiosi autori tra cui Stendhal, Bakunin o anche solo dal più contemporaneo Philippe Daverio. Ogni luogo di questa specie di almanacco – che da lontano ricorda il Manuale delle giovani marmotte – contiene una o più microstorie di tre/quattro pagine che fanno da ponte tra passato e presente. Pillole dense, ma agili, visto che si leggono in cinque minuti. Carozzi infarcisce le sue storie con rimandi a libri, film, architetture, opere d’arte, trovando connessioni spazio-temporali al limite della psichedelia. In questa serie di flash caleidoscopici emerge tutta la curiosità che anima il lavoro di scrittura dell’autore: una ricerca pop, anticonformista, che rifugge i luoghi comuni e comunemente bazzicati per cercare il non visto, il non detto, lo sfuggente, il rimosso, l’obsoleto. Al di là dell’effetto nostalgia canaglia, questo libro racconta storie miracolose della provincia italiana che altrimenti andrebbero perse nel “rumore di fondo” generato dei grandi centri che fanno scomparire dalle mappe – vere, virtuali e mentali di ognuno di noi – una parte importantissima della storia del nostro amato/odiato paese, la cui provincia pulsa di vita.
Francesco Ciaponi, Underground. Ascesa e declino di un’altra editoria (1966-1977), Milieu
Underground, volume appena uscito nella collana Settanta di Milieu edizioni, racconta la storia delle pubblicazioni alternative italiane e dei gruppi di giovani che le animarono. Dopo uno sguardo alla scena internazionale, principalmente alle esperienze olandesi e statunitensi, il libro focalizza su quanto avvenne in ambito giovanile in Italia dal 1966 al 1977. L’autore sceglie di raccontare dapprima “le storie di quei ragazzi che volevano scrivere la propria rabbia su fogli ciclostilati”, poi di quelli che “tentarono di dare un senso comune ad una battaglia ideale contro tutti gi stereotipi della vita borghese”, per poi raccontarci come verso la fine degli anni settanta sulle pagine autoprodotte aleggiasse il sentimento che “il castello di sabbia” dell’underground si stesse spegnendo, schiacciato tra eroina e lotta armata. Ciaponi, al di là della ricostruzione storica più che esaustiva, decifra le varie e disparate influenze estetiche nella stampa alternativa e tutte le divisioni tra gruppi, che si rifacevano a modelli, ispiratori e precursori anche molto diversi tra loro (esistenzialismo, dada, situazionismo, filosofie orientali, futurismo, anarchismo, marxismo eretico, nichilismo tra gli altri). L’Italia si è distinta per la qualità e la quantità di questi fogli. Alcuni di questi, come Re Nudo, sono arrivati a tirature di decine mi migliaia di copie. Altri, di tiratura più limitata, sono stati disegnati da grandi del fumetto e dell’illustrazione come Matteo Guarnaccia e Max Capa. Underground è un’opera agile, leggibile, ricca di riferimenti e infarcita di illustrazioni a colori di cover e estratti dal mondo dell’editoria alternativa di quello splendido e drammatico decennio.
Un dodici pollici autoprodotto è sempre una buona notizia, ma lo è ancora di più quando è dei Black Wojtyla, trio milanese (iper)attivo da anni in tutta la penisola. Un band anomala, eclettica, strumentale, dal suono asciutto ma intriso di vigorosa blackness. Un trio che dal vivo mescolando generi dance scuote anche i culi più pesanti. Tenendo come filo conduttore il funk, Black Wojtyla mettono in connessione nella stessa traccia mondi musicali anche molto distanti tra loro: rock, prog, disco, afro, post-punk, metal, no wave. “Cardio”, pezzo eponimo, è un apripista/manifesto: si capisce che c’è da divertirsi con un suono veloce e sbarazzino. “Love” è un raro esempio di punk-wave da sudore e pogo, ma suonato con tromba, basso e batteria. “Giubileo” ribadisce il concetto pestando duro nella cavalcata centrale. Chiude il lato A “Minimum”, brano sincopato di chiara matrice emocore, il pezzo più riuscito dell’album. Dall’afrobeat si scivola nella psichedelia hardcore come accede in “Plank”, mentre l’influenza disco music si fa sentire chiaramente in “Estate”. Difficile immaginare un brano post-punk suonato con tromba, basso e batteria? Vi potrà sdubbiare l’ascolto di “Ferro”. Chiude il vinile una interpretazione/tributo di un classico del maestro Franco Battiato in una chiave decisamente energica. Che volete di più? Mettetelo sotto l’albero! Trovate tutte le info della band sul sito: http://www.blackwojtyla.com/




