Consigli di lettura di aprile!

Pablito El Drito | Aprile, 2026 | them


Ingrid Anastasia Pedrazzini, Tessitori di rivolte, Eleuthera

Alla metà del tredicesimo secolo l’eroe popolare britannico più conosciuto era Robin Hood, brigante che rubava ai ricchi per restituire ai poveri. In epoca napoleonica, con la diffusione delle macchine e del sistema di fabbrica, la leggenda di Robin Hood viene eclissata dalla fama di Ned Ludd, leggendario ribelle che incitava i tessitori inglesi a difendere con l’azione diretta l’avanzata delle macchine. I seguaci di Ludd, figura che si situa tra storia e leggenda, erano artigiani che fino a qualche decennio prima si dividevano tra l’attività nei campi e nelle officine che furono costretti ad abbandonare il loro modello di vita a causa della privatizzazione delle terre e si ritrovarono, per non morire di fame, vittime del sistema di fabbrica. Ridotti a mere appendici della macchina, i seguaci di Ludd attaccavano e distruggevano i nuovi mezzi di produzione per tutelare il loro modo tradizionale di lavorare e vivere. La ribellione durò una decina di anni, finché il governo rispose alla distruzione dei telai non solo con lunghe pene detentive, ma anche con l’esilio e la pena capitale. Ingrid Anastasia Pedrazzini, ricercatrice indipendente, dopo un’attenta ricostruzione storica, mette in campo una serie di voci critiche del “progresso capitalista”, da Pasolini fino a Illich e Michéa. Grazie ad uno studio multidisciplinare che parte della metodologia storica per addentrarsi nel pensiero filosofico e antropologico, ha messo insieme un libro che ci racconta la visione sociale alternativa messa in campo dai tessitori ribelli. La loro sollevazione di massa non si può spiegare solo con l’odio per la tecnologia e la distruzione delle macchine, ma come un progetto di vita diverso rispetto a quello proposto dalla borghesia industriale, la stessa che sfruttava gli schiavi nelle colonie e i marinai nei trasporti intercontinentali imperiali. Un testo molto attuale, che illumina anche pensiero e azione di altri movimenti anticapitalisti contemporanei basati sull’azione diretta, quali il movimento No Tav in Italia e quello della Zad in Francia.

Angelo Boccato, L’ombra lunga dell’impero. Voci afrodiscendenti tra razzismo sistemico, colonialismo e resistenza globale, Altreconomia

Angelo Boccato, autore del libro appena uscito per Altreconomia, è un giornalista italo-dominicano che vive a Londra. Il suo libro riporta al centro concetti importanti, quello di imperialismo e quello di colonialismo, parole che sembrano scomparse dal vocabolario politico contemporaneo. Partendo dal Brexit e dalla prima affermazione elettorale di Donald Trump, il testo analizza l’ascesa dell’estrema destra in Europa e lo sdoganamento nel discorso pubblico della narrazione dell’ “invasione”, cavalcato in Italia anche da Meloni e Salvini, oltre che da gruppi dichiaratamente fascisti. Il libro è costituito da quindici brevi saggi: nei primi l’autore ci racconta le condizioni di vita dei migranti a Parigi, Milano e Roma, radiografa il sistema dei media in cui le persone razzializzate – non bianche, insomma – sono sottorappresentate, ci parla dell’accoglienza “selettiva” dei migranti e della profilazione razziale tramite il binomio telecamere e IA. Due saggi parlano di Palestina, due altri delle strategia della culture war agitata dall’estrema destra ai diritti delle popolazioni non bianche. L’autore, pagina dopo pagina, “smonta” il racconto tossico propagato dai media e dai social in mano alle destre razziste e prova a dare voce e dignità a chi ha subito e subisce il razzismo strutturale. Razzismo che ha le sue radici nel sistema ideologico imperiale e coloniale basato sulla supposta “superiorità bianca” – tema riproposto in maniera sempre meno velata anche dalle destre conservatrici, quelle che “gli italiani sono brava gente”. In questi tempi duri una lettura lucida del presente.

Carlo Mazza Galanti, K-hole. Come la ketamina ha inventato il futuro, Nero

Viaggi nel tempo e nello spazio. Incontri con entità distanti che sembrano sussurrare segreti dell’universo. Reincarnazioni e telepatia. Immersioni stupefacenti, rapide e imprevedibili, difficili a posteriori da verbalizzare. In K-hole. Come la ketamina ha inventato il futuro storie, teorie, riflessioni e esperienze si avvicendano in una narrazione frammentata che rende conto dell’ambiente culturale che ruota intorno alle ricerche psiconautiche – ufficiali o diy – sulla ketamina, il più popolare anestetico dissociativo, entrato prepotentemente nel circuito rave un trentennio fa e ora diffuso anche nel mondo mainstream. Carlo Mazza Galanti spazia tra ricerca medica, filosofia, fantascienza, esoterismo, cultura pop, complotti, misticismo, deliri transumanisti, visioni new age e utopie chimiche mettendo insieme un intrippante viaggio multidimensionale nel mondo della ketamina e di altre droghe dissociative ad essa simili (PCP-DXM). É un mondo che ben conosco e sul quale anche avevo pensato di scrivere qualcosa. Sono felice che ci abbia pensato Carlo Mazza Galanti, la cui scrittura fluida e avvincente rende giustizia a un milieu culturale tanto ampio e variegato, quanto maltrattato dalla cultura ufficiale. K-hole è una lettura imprescindibile per gli psiconauti più navigati ma che consiglio anche a tutti coloro che hanno curiosità per i metodi alternativi di conoscenza del sé.

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